“La vita è troppo breve per NON essere italiani”

Strana la vita degli italiani fuori dai propri confini. La maggior parte di loro esalta la civiltà e i luoghi che magari hanno permesso all’emigrante di turno di trovare un lavoro, la stabilità e di realizzare qualche desiderio. Molti di questi parlano male dell’Italia e dopo cinque mesi lontano dal mio paese in questo 2013, devo dire che è una tendenza che mi irrita. Tutti meglio di noi, tutti più bravi e superiori a noi. Ogni paese è più vivibile e giusto dell’Italia, noi a detta di molti siamo ultimi sotto ogni aspetto. Non mi piace l’esterofila, non mi piace chi parla del proprio posto screditando il paese di provenienza in automatico. Parlare così può sembrare magari cool ma io lo trovo di cattivo gusto. Avrei mille motivi per fare lo stesso, in fondo sono qui a fare ciò che voglio e a inseguire un qualcosa perché a casa mia non mi viene permesso, però, nonostante tutto, rimango fieramente italiano e non mi dimentico cosa sia il mio paese. Non scordo il suo essere unico, inarrivabile, non pareggiabile. Mai rinnegherò ciò che recita il mio passaporto, mai mi vergognerò della mia lingua, delle mie radici e della mia bandiera. Non è nazionalismo, è sano patriottismo, è sentirsi parte di qualcosa che sarà sempre più grande di noi. E’ il riconoscere la fortuna che abbiamo nell’essere italiani, quel sentimento che mi da’ sempre quel qualcosa in più. Siamo quello che tutti vorrebbero essere e spesso lo dimentichiamo: le antipatie, le invidie e le brutte parole con cui beceri cialtroni ci additano sono figlie della loro impossibilità di essere come noi. Il concetto della bellezza e del gusto sotto tutti i suoi punti di vista abita nel Belpaese e quando pensi al top pensi al Made in Italy. Rifletto spesso su cosa ci rappresenti nel mondo e quelle battute sui politici, la  mafia, il mandolino e stupidaggini di questo tipo mi fanno solo sorridere. I nostri antenati hanno creato la civiltà moderna, il mio popolo ha conquistato il mondo, la mia città ha appena 2766 anni. Io sono tutto questo, noi siamo questa bellezza, questa grandiosità. Non sono tutti meglio di noi, non voglio dire il contrario ma sinceramente, a volte, un po’ lo penso. E poi siamo italiani, abbiamo quella genialità, quell’unicità magnifica, quel modo di vivere e di sognare. Mi manca la mia terra in quella maniera che può vivere solo chi sta lontano: il suo profumo, i suoi colori e il sole che la bacia. Sento la mancanza di camminare per la strada e incrociare volti con i tratti somatici uguali a miei, capire i discorsi sull’autobus e le battute della gente. Mi manca il suo avere tutto, quella bellezza, il suo essere meravigliosa nella sua essenza. Se dovessi rinascere in un’altra vita e scegliere un posto in cui vivere escludendo l’Italia, direi San Marino. Senza dubbio. Così potrei stare nel territorio italiano allo stesso modo e apparterrei comunque a questa terra, alla mia terra. Siamo l’Italia, siamo Italiani, ne’ Italioti e nemmeno Italiani medi. Siamo Italiani e tanto basta, quando nel mio I-pod parte quel capolavoro che va sotto il nome di Inno di Mameli mi trema l’anima. Che bello che è il mio paese, vergognoso è chi sta cercando di ucciderlo e chi ne parla sempre male per hobby, io invece, ovunque sarò, lo difenderò ed amerò sempre.

Perché la tua Patria è come tua madre, non puoi non amarla

“La vita è troppo breve per NON essere italiani”ultima modifica: 2013-12-01T16:21:12+01:00da matteociofi
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su ““La vita è troppo breve per NON essere italiani”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *